CLUB / A.S. LIVORNO CALCIO

STORIA

In oltre un secolo di storia, da Villa Chayes all’Ardenza, le avventura della squadra amaranto ci hanno appassionato ed hanno portato al calcio italiano grandi campioni e gare indimenticabili.

I due secondi posti in serie A, Magnozzi, Stua, Picchi, Protti, Cristiano Lucarelli, Amelia. E poi i ricordi di Morosini e di altre battaglie che, specialmente nell’ultimo ventennio, con la gestione della famiglia Spinelli, ci hanno visto vincenti perfino in Europa, con la Uefa 2006/07.

LA STORIA DELL’A.S. LIVORNO CALCIO

1915

LA NASCITA DELL’UNIONE SPORTIVA LIVORNO

Il merito dell’arrivo del calcio a Livorno è da attribuirsi a Giovanni Domenico Carmichael, detto Menio, figlio del vice console britannico a Livorno, che aveva imparato il gioco e le regole assistendo alle partite che i marittimi inglesi facevano sulle banchine del porto.
Sulle ali dell’entusiasmo vide la luce la prima realtà calcistica labronica alla quale venne dato il nome di Virtus Juventusque. Il poligono di tiro della Bastia viene scelto come campo per gli allenamenti, mentre per i colori sociali sono adottate strisce biancoblu.
Ma il calcio ormai dilaga a macchia d’olio in tutta Italia e una squadra non basta a soddisfare le crescenti ambizioni ed attenzioni cittadine: ecco allora prendere vita, il 24 marzo 1913, la Spes (Società per l’esercizio Sportivo) che pone le sua sede al banco dell’Ottina in Via Grande. L’idea viene ad un giovane avvocato, Giorgio Campi, uomo di sport e grande fautore del calcio, il quale per oltre un trentennio sarà l’uomo simbolo del calcio livornese: nel 1930 sarà proprio lui a scrivere le parole dell’inno del Livorno (con musica del maestro Montanari), il primo in assoluto in Italia per le squadre calcistiche. La Spes comincia a giocare al Campo del Fungo (l’attuale Gymnasium) con indosso maglie bianco-verdi a strisce verticali.
Nel 1914 Nasce per merito del talent-scout Raffaello Mei, la Toscana Football Club, terza realtà calcistica labronica. Dopo soli due anni l’attività cessa a causa di difficoltà economiche, ma la società ha il grande merito, nonostante la sua breve esistenza, di lanciare campioni come Magnozzi, Silvestri, i fratelli Jacoponi, Chellini, Razzauti e Baratella, i quali sapranno regalare enormi soddisfazioni all’U.S. Livorno e non solo.
L’Unione Sportiva Livorno nasce nel 1915 dalla fusione tra le due realtà calcistiche livornesi della Spes e della Virtus Juventusque. Il 14 Febbraio di quell’anno era domenica sera e l’idea di unire le due compagini cittadine fu di Giorgio Campi allora Presidente dei bianco verdi della Spes. Si voleva contrastare la forza di altre squadre toscane e la riunione tra le due dirigenze, nella sede della Spes in via Grande, avvenne quasi nell’ombra per non far arrabbiare le due tifoserie da sempre rivali. Mercoledì 17 Febbraio, quando anche gli ultimi irriducibili si arresero, fu diramato il comunicato ufficiale della nascita del nuovo sodalizio. Presidente fu nominato il cavalier Arrigo Galeotti. Il campo scelto fu quello di Villa Chayes sul lungomare e di facile raggiungimento (l’attuale campo dell’Accademia Navale).

1920-1928

VICE CAMPIONI

Dopo la Prima Guerra Mondiale, nel 1920, il Livorno giunge ad un passo dallo scudetto. Gli amaranto arrivano alla finalissima per il titolo. Il 20 Giugno 1920 allo “Sterlino” di Bologna contro l’Internazionale è ko per 3-2. I ragazzi labronici giocheranno tutta la gara in dieci per l’infortunio a Innocenti I e non basterà la doppietta di Magnozzi. L’arbitraggio, raccontano le cronache, non fu molto favorevole al Livorno. Curiosità: l’allora presidente dei neroazzurri milanesi era anche il presidente della Figc.

Nel 1921 il Livorno sfiora ancora lo scudetto, ma nella semifinale dello Sterlino di Bologna, e davanti ad un numeroso pubblico (per la maggior parte di fede livornese). Poi, a pochi minuti dal termine, accade il “fattaccio”: i tifosi amaranto invadono il campo e provocano il finimondo; i carabinieri, con molta fatica, riescono a riportare la calma e il Pisa passa in finale. La Federazione, a seguito dell’increscioso episodio, decide di dividere le due ‘toscanacce’, che si rincontreranno soltanto nel 1935, in Serie B.
Il 1924 è un anno d’oro per il calcio livornese, che non solo brilla nel campionato italiano, ma addirittura, a distanza di pochi mesi, fornisce due giocatori alla Nazionale: Giovanni Vincenzi e Mario Magnozzi: Vincenzi debutta il 20 gennaio allo Stadio Marassi di Genova contro la fortissima Austria, Magnozzi esordisce alle Olimpiadi di Parigi con una bella vittoria contro la Spagna (risultato finale 1-0), con il nostro ‘Motorino’ fra i più bravi in campo. Per Magnozzi l’appuntamento con la Nazionale diventerà molto frequente, tanto da collezionare ben ventinove presenze; forse, l’unico rammarico di una così brillante carriera internazionale resta quello di non aver potuto disputare i Mondiali in Uruguay, disertati per decisione della Federazione. Nel 1928 fu Aldredo Pitto un altro amaranto a debuttare in maglia azzurra contro la Svizzera

1933-1943

È quasi scudetto. Secondi ad un punto dal Toro

Dal 1930 il Livorno partecipa alla nuova serie A a girone unico ed attira sempre più tifosi. Il piccolo campo di Villa Chayes ormai non basta più per contenere le masse dei tifosi amaranto. Sugli sviluppi della nuova politica nazionale, che prevede la costruzione di nuovi stadi per i campionati mondiali del 1934 (assegnati all’Italia), anche Livorno ha finalmente il nuovo stadio, moderno e capiente, intitolato ad Edda Ciano Mussolini. L’ 8 ottobre, nel nuovo impianto, la squadra amaranto, che al termine del campionato si piazzò al settimo posto, batte la Fiorentina per 3-0 con reti di Turchi e Busoni (2). L’inaugurazione ufficiale con lo stadio completo, avvenne il 24 marzo del 1934 con l’incontro Italia B e Austria B che si concluse 0-0.

Chi avrebbe mai potuto immaginare che nel Campionato 1942/43 il Livorno sarebbe stato un grandissimo protagonista? Nessuno, anche perché nel torneo precedente gli amaranto si erano salvati miracolosamente e si presentano al via con molti giocatori provenienti dalle serie inferiori. Invece quei giocatori poco considerati entrano nella leggenda del calcio labronico. Per combattere un pronostico tanto sfavorevole l’allenatore Ivo Fiorentini (proveniente dall’Ambrosiana) mette tutto il suo entusiasmo nell’impresa, e riesce a ‘contagiare’ i suoi ragazzi: il risultato è una squadra capace di mettere in mostra un gioco veloce, potente, e soprattutto senza ‘fronzoli’.
Le sei vittorie iniziali consecutive non arrivano certamente per caso, ma grazie alla consapevolezza di essere i più forti; è una cavalcata entusiasmante, con vittorie straordinarie e con qualche incidente di percorso, come le due sconfitte contro la Juventus e quella con la Roma, che consentono al Torino di sorpassare il Livorno. Anche l’arbitro Scorsoni di Bologna, colpevole di una direzione disastrosa, proprio contro i granata all’Ardenza (davanti a quasi trentamila spettatori), dà una mano alla squadra piemontese: nega un rigore sacrosanto al Livorno ed annulla un gol validissimo a Piana, fornendo praticamente la spinta giusta al Torino per credere nella rimonta.
Il Livorno era rimasto in testa per ventisei giornate, e solo a quattro minuti dal termine del campionato (per un gol di Mazzola in dubbio fuorigioco nella trasferta di Bari) perde la possibilità di uno spareggio. Sarà inutile il netto 3-1 al Milan nell’ultima giornata. I racconti degli eroi di quella stagione solleveranno molti altri dubbi sulla regolarità di quel titolo piemontese: ciò che è certo, è che il Livorno lo Scudetto lo aveva strameritato.
Assirelli, Silingardi, Del Bianco, Lovagnini, Soldani, Tori, Capaccioli, Traversa, Zidarich, Piana, Stua, Raccis, Degano, Miniati, Spagnoli, Emiliani, Martinelli, Grassi e Angelini sono i protagonisti di quella incredibile stagione, capaci di portare il glorioso vessillo amaranto ad un passo dallo scudetto, vinto moralmente.
Quello 1948/49 si ricorda come quello dell’addio alla Serie A. Infatti, per cinquantacinque lunghissimi anni, non ci sarà più l’altalena fra le due massime categorie.

1955-1964

GLI ANNI '60

Al terzo campionato di Serie C il Livorno sembra aver imparato la lezione, e grazie alla guida tecnica di Mario Magnozzi, gli amaranto rientrano fra i cadetti. Il ritorno di “Motorino” dà la spinta giusta alla società capitanata da Arno Ardisson, il quale si affida all’esperienza dell’ex-azzurro; l’allenatore chiede ed ottiene giocatori nuovi e motivati da affiancare alla numerosa ‘colonia’ labronica formata da Romano Taccola, Mauro Lessi, Costanzo Balleri, Mido Bimbi, Armando Picchi, e contribuisce in maniera determinante alla magnifica cavalcata che riporta il Livorno in Serie B con quattro giornate d’anticipo. Particolarmente forte in fase offensiva, il Livorno può schierare l’attacco dei ‘Cinque B’ (Bodini, Bimbi, Bronzoni, Bernardis, Balleri), capace di incutere timore a qualunque avversario.

1964: Il grande ritorno in Serie B. Picchi debutta in Nazionale
Nuovamente retrocesso in C, dopo sette campionati, il Livorno centra ancora la promozione. L’artefice dell’impresa è mister Guido Mazzetti, che già nel campionato precedente l’aveva sfiorata. È nel girone di ritorno, dove il Livorno storicamente penava, che gli amaranto fanno il vuoto con sette vittorie consecutive.
Quell’anno è diventato mitico anche perché anche Armando Picchi approda in Nazionale: lui aveva lasciato il Livorno nel 1959, dopo aver disputato centocinque partite (99 di campionato) con la maglia amaranto, per andare prima alla Spal e quindi all’Inter, con la quale aveva vinto tutto, per terminare la carriera di calciatore a Varese. Picchi esordisce in azzurro a Genova il 4 novembre contro la Finlandia, in un incontro valido per le qualificazioni della Coppa Rimet: l’Italia vince per 6-1. Armandino gioca solo dodici volte con la maglia azzurra, soprattutto a causa della ostilità che gli oppone Rivera, il quale è contrario all’utilizzo del libero; Picchi è costretto all’addio alla Nazionale per un grave infortunio che subisce contro la Bulgaria a Sofia. Nel Livorno torna in veste di allenatore, e sempre da allenatore andrà alla Juventus.

ANNI 70

Livorno ancora in Serie C. Il primo fallimento. Nasce il Club Magnozzi

Il campionato 1971/72 riporta il Livorno in Serie C. Gli amaranto rivedranno la B ben trenta anni dopo.
Il 6 marzo 1972, inoltre, in pieno campionato, arriva il fallimento per una richiesta da parte della Banca Popolare di Campania e Lucania per una cambiale di 16 milioni. Mai si era arrivati ad assistere al fallimento di una società e questo disonore tocca al Livorno. E’ Corasco Martelli a prelevare la società, ma anche per lui, il 12 gennaio 1982, arriva il fallimento. Stessa triste sorte toccherà a Carlo Mantovani con il “naufragio” del 1° agosto 1991 e a Carlo Caresana l’8 giugno 1992.
Il 19 febbraio del 1972 nasce il Club Mario Magnozzi. Dopo il Magnozzi nascono tanti altri club, che si costituiscono in Centro di Coordinamento con lo scopo di sostenere il Livorno e di organizzare la tifoseria amaranto con la collaborazione degli Ultras, per dare sempre qualcosa di nuovo al tifo amaranto.
Quel derby anni Settanta: Il 22 aprile 1979 il Livorno vince il derby per 1-0 a Pisa grazie ad un gol del suo centravanti Miguel Vitulano. Il Pisa era in lotta per la promozione ed aveva sconfitto i labronici all’andata da un gran gol di Barbana. Il Livorno si presenta all’ “Arena Garibaldi” con la voglia della rivincita per effettuare un clamoroso sgambetto agli eterni rivali. La partita si gioca il 22 aprile e la curva sud, stracolma di tifosi amaranto, non risparmia gli incitamenti: c’è fiducia, perché mai il Livorno ha perso due derby in uno stesso Campionato, e poi il bisogno di riscatto è troppo forte. Il Livorno parte bene e nonostante un infortunio a Tormen, tiene a lungo il pallino del gioco in mano, anche se Tacconi deve intervenire da campione in un paio di occasioni. A metà del secondo tempo la curva sud esplode: Mondello, in giorno di grazia, ruba palla a Cannata, lancia Vitulano e questi, dal limite dell’area, spara in porta un tiro preciso che supera Ciappi. È il gol della liberazione  che suggella una prestigiosa vittoria della squadra amaranto e che sarà ricordato nei tempi grazie a quello striscione ed a un Club che ricordava il centravanti baffuto.

GLI ANNI 80

LA COPPA

Nel 1984: Con mister Melani Livorno superstar 
E’ sicuramente un anno da ricordare, anzi da incorniciare. Nel Campionato precedente il Livorno a causa della malefica classifica avulsa, aveva conosciuto la vergogna di sprofondare in C2 dopo la sconfitta subita al “Vomero” di Napoli contro il Campania e in tutti c’è una grande voglia di riscatto: per questo viene assunto Renzo Melani, l’allenatore più esperto e vincente di tutta la C2. Nasce così il Livorno dei record. Il ruolino di marcia è da brivido, i risultati sono davvero esaltanti ed al di sopra di ogni più rosea previsione: il Livorno non perde nemmeno una partita e la sua difesa subisce solo 7 reti, un record ancora oggi imbattuto. Per festeggiare l’impresa i Club Amaranto organizzano una festa gigantesca alla Fortezza Nuova, alla quale partecipano migliaia di persone ed ovviamente gli ‘eroi’ della mitica impresa: Grudina, Casarotto, Tognarelli, De Rossi, Finetto, Berlini, Villanova, De Poli, Araldi, Ilari, Palazzi, Beni, Pontis, Bertini, Salvi, Meloni, Cozzi, Maccanti e Paoli.

LA COPPA ITALIA DI SERIE C
Nel 1986/87 il Livorno vince la Coppa Italia di serie C. Dopo aver eliminato avversari di prestigio come Spezia e Padova, gli amaranto arrvano alla finale con i napoletani del Campania, allenato da Bean che si avvaleva di giocatori come Frascella, Bobbiesi, e l’ ex amaranto Laurenti.
Il primo scontro avvenne a Napoli ed i locali riuscirono ad imporsi per 1-0 su calcio di rigore realizzato da Casale, dopo che il direttore di gara Monni di Sassari annullò inspiegabilmente il gol di Susi.
Il ritorno fissato il 20 giugno vide le due squadre affrontarsi nelle seguenti formazioni agli ordini di Da Ros di Treviso.
Campania: Visconti, Gargiulo (78′ Spampinato) Frascella, Di Battista (9′ Cotecchia), Bobbiesi, Laurenti, Scienza, Marini, Casale, Picasso, Campilongo.
Livorno: Boldini, Rizzo, Dondoni, (62′ Piccini), Pontis, Manetti, Falsettini, Casilli, Mazzoni, D’Este (77′ D’Agostino), Marocchi (75′ Lucchi), Susi.
Le reti vennero segnate al 19′ da Casilli, al 35′ da Susi ed al 91′ da D’Agostino con una esaltante galoppata nella metà campo avversaria. Fu una stupenda giornata di sport con lo stadio gremito ed inneggiante alla propria squadra. Ma anche questa soddisfazione fa ormai parte dei ricordi.  L’Estate successiva il Livorno partecipò alla Coppa Italia di Serie A nel girone con Fiorentina (ko 2-1 a Firenze), Napoli (ko 2-0 in casa), Udinese (vittoria 1-0 al Picchi), Padova (2-2 e ko ai rigori) e Modena (vittoria esterna per 1-0).

GLI ANNI 90

INIZIA L'ERA SPINELLI

Dopo l’ennesimo fallimento dovuto alla gestione Caresana dal 1992 al 1998 gli amaranto passano sotto la gestione dell’imprenditore milanese Claudio Achilli.
Dopo aver ottenuto un ripescaggio in C2, per meriti di bilancio, Achilli cerca con tutte le sue forze di approdare alla C1, ma all’inizio non ha fortuna, perché trova sempre sulla sua strada avversari non accreditati come Gualdo, Pontedera, Castel di Sangro, Montevarchi, Fermana, capaci sempre di ‘buggerare’ la compagine amaranto. Alla fine però la caparbietà di Achilli e dei tifosi viene premiata: al quarto tentativo il Livorno fa centro. Lo spareggio play-off si gioca a Reggio Emilia, e il Livorno questa volta fa presto a sbarazzarsi della Maceratese per festeggiare finalmente la promozione davanti a 15.000 tifosi impazziti dalla gioia.
Nel 1997/98 al suo primo Campionato di C1, il Livorno di Achilli fa quasi tombola: parte fortissimo e vince 9 partite consecutive, facendo meravigliare l’Italia intera. Titoli giganteschi sulle prodezze del Livorno sulle testate nazionali e tifoseria ai sette cieli. Ma ancora una volta l’inganno è dietro l’angolo: prima viene addebitato un presunto illecito ed il Livorno, senza uno straccio di una prova, viene penalizzato di 4 punti; poi, alla fine del Campionato, gli viene tolta la seconda posizione dalla CAF (Commissione Appello Federale) che restituisce una vittoria precedentemente levata Siena (prima di un derby, il pullman del Livorno era stato aggredito da un folto gruppo di scalmanati ed i labronici avevano avuto la partita vinta a tavolino).  Tutto questo, però, non scalfisce la caparbietà labronica; ma ancora una volta nello spareggio di Perugia, davanti a 20.000 livornesi, grazie all’ arbitraggio scandaloso di Gabriele, la Cremonese ha la meglio.

I tempi per il ritorno tra i Cadetti, però, sembrano maturi. Manca un tassello: occorre dare maggiore stabilità alla struttura societaria. Si muovono le istituzioni. Entra in gioco anche il Gruppo Compagnia Portuale di Livorno, tutti alla ricerca del soggetto a cui affidare la guida della società. La soluzione ha il nome di un imprenditore genovese, già Presidente del Genoa per ben 12 anni: Aldo Spinelli.
Così nei primi mesi del 1999 (più precisamente il 1 Marzo ci fu la firma ufficiale) inizia l’era Spinelli. Per la città  e, soprattutto, per la squadra è una scossa benefica. Spinelli è uomo ambizioso e competente. La società si trasforma. Si punta in alto.
Il primo grande colpo del nuovo presidente e il ritorno di Igor Protti, dopo undici anni e una bella fetta di carriera spesa in Serie A tra Bari, Lazio, Napoli con tanto di titolo di capocannoniere nel 1994-95. Porta in dote un amore grande per i colori sociali e il desiderio di riportare in alto le sorti del suo Livorno. Il popolo amaranto ci crede.
La prima stagione targata Spinelli non è positiva. In panchina si alternano Pietro Carmignani, già vice di Arrigo Sacchi al Milan e in Nazionale, e poi Fabrizio Tazzioli. Tra le cose da salvare la vittoria nel derby con il Pisa che mancava da 20 anni. Tra le cattive notizie, la morte del promettente attaccante Rosario Aquino, vittima di un incidente stradale.

2002-2006

DOPO 55 ANNI è SERIE A

Deludente la prima con la nuova proprietà, sta per diventare buona la seconda nel 2000/01. Osvaldo Jaconi è il nuovo mister. Tecnico esperto e vincente, guida una squadra che ruota attorno a Protti. Accanto a lui Giacomo Lorenzini, nato a Cecina, classe 1973, ottimo centravanti. Nel gruppo ci sono anche Di Carlo, Doga, Alessi, Grauso. Il sogno della B sfuma proprio sul traguardo. E’ il Como a dare uno schiaffo al popolo amaranto facendo sua la finale dei playoff.
Al terzo tentativo, come da programma, il Livorno centra il bersaglio. Campionato 2001-2002. Confermato Jaconi, il Livorno domina il torneo e vola in serie B. Igor Protti vive una seconda giovinezza e trascina i compagni verso lo storico traguardo con i suoi 27 gol che gli valgono il titolo di capocannoniere della Serie C. Tanti i momenti da ricordare di un torneo colorato di amaranto: il doppio successo nei derby con il Pisa, le fondamentali vittorie contro il Treviso, soprattutto quella del ritorno. Sul podio, ovviamente, la partita del trionfo: 5 maggio 2002, 3-0 all’Alzano: gol di Alteri e doppietta di Protti.
E’ indubbiamente Igor Protti l’uomo simbolo del trionfo. Con lui il presidente Spinelli e mister Jaconi. Per la città è un vero momento di gloria. Stavolta la sensazione è che l’effetto virtuoso possa durare a lungo. La pensano così i centomila che invadono festanti le vie e le piazze della città per salutare lo storico traguardo: dopo 30 anni il Livorno torna in serie B.
La stagione del ritorno in B si conclude al decimo posto mettendo in luce un giovane e bravo allenatore come Roberto Donadoni, un portiere da Nazionale come Amelia e portando Igor Protti ancor al titolo di capocannoniere (diventando così l’unico giocatore nella storia del calcio italiano ad aver vinto la classifica marcatori in Serie A, in Serie B ed in Serie C1).
Per il Campionato di Serie B 2003/04 il Presidente Spinelli allestisce una squadra altamente competitiva, pronta a far sognare i tifosi labronici, ed indovina ancora una volta tutte le mosse: conferma il blocco storico nella sua quasi totalità ed affida la squadra al giovane tecnico di San Vincenzo Walter Mazzarri.Il campionato è dominato dalla prima all’ultima giornata da un grande Livorno, che conclude al terzo posto grazie, soprattutto, alla sua coppia-gol Protti-Lucarelli, autori di ben 53 centri in due. Gli amaranto sanno affrontare ogni avversario a viso aperto e sin dalle prime giornate lasciano intendere che saranno protagonisti.
Il livornese Giorgio Chiellini con la sua prestanza fisica e la su tecnica (che lo porterà ai vertici del calcio mondiasle), Vigiani con i suoi dribbling, Doga, Ruotolo e Balleri con cross sempre pericolosi, Grauso, Melara, Cannarsa e Pfertzel con la loro grinta, la classe di Vanigli e le parate di Mareggini e Pavarini: tutte queste componenti fanno del Livorno uno squadrone schiacciasassi.
Passato un momento di calo in inverno, la ‘Triglia’ torna infatti ad affondare i colpi sulle squadre avversarie e così arrivano le decisive vittorie di Salerno, Como e Terni, seguite dallo storico 2-0 rifilato da Cristiano e Igor ai cugini della Fiorentina. Poi la vittoria per 3-0 allo Stadio Cibali con il Catania, i tre punti con il Torino e la festa finale di Piacenza. Il 29 maggio 2004, dopo più di mezzo secolo, il Livorno torna in Serie A. Le reti di Ruotolo, Melara e Lucarelli battono i biancorossi emiliani e per una città intera iniziano mesi di lunghe feste attese 55 anni.
Nel 2004/2005, in A dopo oltre mezzo secolo di assenza (55 anni precisi) il Livorno mostra di essere un avversario ben solido e di tutto rispetto, con un gruppo ben affiatato, in grado di mettere in difficoltà anche gli avversari più blasonati. Alla prima giornata, le Triglie impongono il pari al Milan a “San Siro” davanti ad oltre diecimila tifosi amaranto in delirio, finisce 2 a 2 e Lucarelli segna una doppietta.
Della squadra venuta in serie A oltre a Lucarelli e Protti, fanno parte anche Galante, Vidigal, Vargas, Grandoni ed Alessandro Lucarelli, fratello di Cristiano e forte centrale ex Fiorentina e Piacenza. Altri risultati prestigiosi della stagione: la vittoria con i rossoneri di Ancelotti al “Picchi” con un gol di Colombo, la vittoria con la Sampdoria, nel giorno della ricorrenza dei 90 anni di vita della Società grazie ad una rete su punizione di Lucarelli, i tre punti con la Lazio e con la Fiorentina (1 a 0, 2 a 0) ed il pari all’Ardenza con la Juventus, che poi si laureerà campione d’Italia (2 a 2).
Il Livorno concluderà il torneo all’ottavo posto a pari punti con la Roma ed avrà in Cristiano Lucarelli il capocannoniere del campionato. Un altro storico traguardo conquistato dalla Società nella gestione Spinelli. Alla guida tecnica degli amaranto, prima mister Colomba e poi il rientrante Roberto Donadoni, nasce la Scuola Calcio Livorno.
Proprio Cristiano Lucarelli sarà il conduttore del nuovo Livorno che, nel 2005/2006, si presenta ai nastri di partenza della serie A per il secondo anno consecutivo con in panchina il confermato Donadoni. Gli amaranto partono benissimo e, dopo il girone di andata, sono a ridosso delle prima squadre Milan, Juventus ed Inter.
Con il sopraggiungere dell’inverno però qualcosa inizia a bloccarsi ed il Livorno cambia la conduzione tecnica. Donadoni (che poi andrà ad allenare la Nazionale nel dopo Mondiale di Germania) è sostituito con il recordman delle panchine italiane Carlo Mazzone. Gli amaranto vincono a con la Fiorentina (2 a 0), pareggiano con l’Inter e la Reggina ma poi incontrano una serie sfortunata di sette sconfitte, sbloccata solo dal bel 3 a 1 al Palermo con una tripletta di Lucarelli.
I successi di Genova con la Samp per 2 a 0 (doppietta di Lucarelli), la vittoria nel derby con la Fiorentina ed il già citato successo con i rosanero sono le domeniche più belle di questo campionato. Oltre al bomber Cristiano, autore di 20 reti, disputano un’ottima stagione anche Amelia (che sarà convocato e vincerà il Mondiale di Germania 2006) e Morrone (proveniente dal Palermo ed autore di 6 reti). Il Livorno conclude al nono posto ma grazie alle penalizzazioni di “Moggiopoli”, sarà classificato sesto accedendo così, per la prima volta nella sua storia alla Coppa Uefa 2006/2007.

2006

COPPA UEFA

Per la prima volta nella sua storia il Livorno partecipa ad una competizione internazionale Uefa. Nella stagione 2006/07 gli amaranto di Arrigoni arrivano fino ai sedicesimi di “Coppa Uefa” passando il turno preliminare ed il girone. Nell’ordine vengono eliminati gli austriaci del Pashing, il Partizan Belgrado e l’Auxerre. Il girone ci vedrà promossi con il Rangers Glasgow ed il Maccabi Haifa. A creare un po’ di amarezza il fatto che, la gara decisiva in casa con l’Espanyol (che poi sarà finalista nella competizione) si sia giocata a porte chiuse in seguito al “caso Raciti” ed al mancato adeguamento del nostro impianto (come molti altri italiani) alle norme di sicurezza attuate a competizioni iniziate dal Governo.

IL CAMMINO DELLA SQUADRA

QUALIFICAZIONI

14/09/2006 Livorno-Pasching 2-0 42′ Danilevicius, 50′ Lucarelli
28/09/2006 Pasching-Livorno 0-1 55′ Bakayoko

FASE A GIRONI – GRUPPO A

19/10/2006 Livorno-Rangers Glasgow 2-3 26′ Adam, 29′ Boyd (r), 33′ Lucarelli (r), 35′ Nacho Novo, 90′ Lucarelli
02/11/2006 Partizan Belgrado-Livorno 1-1 25′ Mirosavljevic, 87′ Amelia
29/11/2006 Livorno-Maccabi Haifa 1-1 18′ Lucarelli, 92′ Colautti
14/12/2006 Auxerre-Livorno 0-1 59′ Lucarelli

Qualificate Gruppo A: Rangers Glasgow, Maccabi Haifa e Livorno.

SEDICESIMI DI FINALE

14/02/2007 Livorno-Espanyol 1-2 28′ Pandiani, 58′ El Yaagoubi, 80′ Galante
22/02/2007 Espanyol-Livorno 2-0
15′ Lacruz, 48′ Corominas

2006-2008

LIVORNO E IL SUO PRESIDENTE

I primi campionati del ritorno in A, dopo 55 anni di assenza, A vedono il Livorno al centro del palcoscenico nazionale ed internazionale per due eventi di natura extra calcistica. Il 19/09/2004 all’ “Armando Picchi”, ospite della Società, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi assiste a Livorno-Chievo Verona.
A distanza di un anno il 20/09/2005, tutta la squadra amaranto è ricevuta al Vittoriano di Roma, in mondovisione, dal Presidente della Repubblica che nell’occasione si esibirà in un gesto sportivo esteticamente perfetto anche se oggettivamente singolare: un tiro, con il pallone ufficiale della Società degno del miglior Lucarelli. Due eventi che resteranno per sempre nella storia della società amaranto, a testimonianza dell’amore per la squadra del suo più illustre tifoso.
Il campionato 2006/07 si apre con alcuni incontri molto difficili, ma il Livorno del nuovo tecnico Arrigoni dimostra, ancora una volta, compattezza e giusto agonismo. Dopo la sconfitta iniziale con la Roma all’Olimpico, gli amaranto battono la Fiorentina per 1-0 con un gol di Lucarelli e si impongono, fuori casa, sui difficili campi di Messina e Ascoli (1-0 e 2-0).
In casa battono l’Udinese ed il Parma. In queste ultime tre gare i match winner sono insoliti: gli attaccanti Danilevicius (al ritorno dopo un anno di prestito all’Avellino), l’ivoriano Bakayoko e l’altro nuovo acquisto Antonio Filippini.
Il Livorno, che nella stagione deve affrontare tre competizioni (Campionato, Coppa Italia e Coppa Uefa), dimostra nei fatti di non voler tralasciare nulla, pur di ben figurare nelle coppe, anche se non perde di vista il campionato che, ovviamente, resta l’obiettivo primario.
In campionato gli amaranto risentono delle troppe partite e, dopo una serie di sconfitte, Arrigoni è sostituito alla guida tecnica da Orsi. Con il nuovo tecnico ed il prof .Ventrone come preparatore, arrivano i successi contro Cagliari, Catania, Sampdoria e Palermo e l’undicesimo posto finale.
Nella Serie A 2007/08 il Livorno retrocede. Il gruppo allenato da Camolese e Orsi non riesce a mantenere a categoria malgrado le reti di Tavano e alcune buone giocate di Tristan e di un giovane Diamanti.

2009-2012

MORO SEMPRE CON NOI

Nel 2008/09 i playoff sorridono al Livorno. Gli undici amaranto sotto la gestione prima di Acori e poi di Ruotolo, ottengono l’immediato ritorno in massima serie al termine di due esaltanti finali play-off con il Brescia (2-2 in Lombardia con reti di Tavano e Diamanti, 3-0 a Livorno con reti ancora di Tavano-Diamanti e di Bergvold). In semifinale la squadra labronica aveva fatto fuori il Grosseto (2-0/1-4). Il Presidente Spinelli allestisce una squadra di grande valore e la prova migliore è data dal numero totale (43) di reti realizzate dalla coppia Tavano (27) – Diamanti (16). Con due attaccanti di questo livello ogni risultato era alla portata della squadra.
Il campionato di A 2009/2010 inizia per gli amaranto all’insegna di un grande ritorno: quello di Cristiano Lucarelli al centro dell’attacco. L’attacco della squadra con Tavano e Cristiano sembra promettere bene, ma alla resa dei conti sarà uno dei reparti meno incisivi (Lucarelli chiude a 10 gol, Tavano a 4). E’ ancora ultimo posto e serie B.
La Bwin 2010/2011 si apre con un incredibile tonfo casalingo col Sassuolo (0-4), ma poi i ragazzi di Pillon grazie alle reti di Dionisi, alla corsa di Surraco ed alle geometrie di Luci e Iori si riprendono battendo Torino, Atalanta e Reggina. Alla fine, per soli due punti, le Triglie non arrivano agli spareggi per la A.
Il campionato di B 2011/12 passerà alla storia per la tragedia di Piermario Morosini. Il calciatore amaranto tragicamente scomparso a Pescara il 14/04/2012 durante una gara che gli amaranto stavano dominando sui biancoazzurri di casa (2-0 al 30′). Al funerale al “Picchi”, dopo una veglia di un giorno intero, saranno in diecimila ad aspettare il Moro. La perdita di un’atleta di appena ventisei anni condizionerà l’andamento della squadra che riesce a salvarsi solo all’ultima giornata dopo aver battuto per 2-0 il Grosseto all’Ardenza. Il Livorno, con Perotti in panchina al posto di uno scioccato Madonna, vince a Brescia 3-1, pareggia col Sassuolo terzo e mantiene il successo dell’Adriatico, confermando la categoria.
Il Livorno 2012/13 è molto simile a quello che solo pochi mesi prima si era salvato all’ultima giornata dalla retrocessione in Lega Pro. La testa dei giocatori è però totalmente diversa. La squadra è trasformata dal tecnico Davide Nicola che riesce a far segnare 23 reti a Paulinho, 14 a Siligardi e Belingheri, e 13 a Dionisi. Il Livorno conquisterà la A al termine di un campionato combattuto che lo ha visto sempre protagonista, playoff compresi. La promozione arriverà, meritatamente ai playoff dove il gruppo di Nicola supera il Brescia ed in finale l’Empoli (nel mini torneo andranno in gol Paulinho per tre volte e Duncan). Dopo tre anni il Livorno ritorna in A.

2013-2017

CON NICOLA E PAULINHO È ANCORA A

Nel 2013/14 il Livorno però non gira. La serie A è un campionato durissimo ed anche gli innesti di tanti nuovi come Bardi (livornese, prodotto del nostro vivaio), Piccini, Emeghara, Belfodil, Castellini, Benassi, Mbaye, Greco, riesce a portare alla salvezza. Di questa stagione sono ben poche le gare da ricordare: le vittorie con Sassuolo e Cagliari fuori casa, i pareggi interni con Milan, Napoli e Inter sono le uniche gare degne di nota. Sulla panchina si alterneranno Nicola e Di Carlo. Ma gli esiti non cambieranno.
La stagione del Centenario, quella della B 2014/15,  si apre con mister Gautieri in panchina e dei risultati rotondi che lasciano ben sperare: il 6-0 al Trapani ed il 4-0 esterno di Terni. Il miglior realizzatore è Vantaggiato. Poi la squadra ha un calo e mister Gelain prende il posto di comando. Arriva la vittoria in casa del Carpi capolista e poi il Centenario da festeggiare con il successo di Varese e la bella festa al Palasport di Porta a Terra e sul glorioso campo di Villa Chayes. Dopo il ko di Spezia si cambia ancora guida tecnica: arriva mister Panucci. Tanti pareggi ed i playoff che sfumano all’ultima giornata con la sconfitta di Pescara. Alla fine il Livorno arriva nono.
Il campionato di B 2015/16 si conclude con la retrocessione in Lega Pro. Gli amaranto chiudono ventesimi e tornano in terza serie dopo ben 14 stagioni. E pensare che dopo le prime quattro giornate il Livorno era primo solitario a punteggio pieno. La squadra inizia a perdere colpi con l’avvicinarsi dell’Inverno. Non bastano molti cambi di guida tecnica (Panucci, Mutti, ancora Panucci, Colomba e Gelain) ed i 15 gol di Vantaggiato per arrivare alla salvezza.
La Lega Pro 2016/17 termina con un 3° posto in classifica e l’eliminazione ai quarti di finale playoff con la Reggiana (1-2/2-2). Gli amaranto, guidati da Foscarini, non partono forte e subiscono anche una serie di infortuni crescente che colpirà, in particolare i due attaccanti più forti Vantaggiato e Cellini. Proprio Cellini contribuirà fattivamente al miglior momento della squadra segnando 14 reti (significative le vittorie in casa con l’Alessandria 2-1 ed a Cremona 3-2). Poi, durante la gara interna con il Como ben cinque titolari si fermano per infortunio e da quel momento le difficoltà aumentano. Inoltre la squadra sbaglia anche cinque calci di rigore. Nel finale altro bel successo interno con la Cremonese (gol di Maritato, che chiuderà a quota 10). Agli spareggi: il Livorno elimina Renate e Virtus Francavilla ma è bloccato dalla Reggiana.

Il Livorno nella stagione 2017/18 centra l’obiettivo. Il gruppo creato da Spinelli ed affidato a Sottil parte in quinta e comanda sempre il campionato. Nel girone di andata gli amaranto trascinati dalle reti di Vantaggiato,  Murilo, Doumbia e Maiorino battono tutti (il Siena a Siena e la Viterbese 3-0). Unico ko il derby esterno di Pisa. Nel ritorno c’è, inevitabile, un calo. Sulla panchina per sole cinque giornate, arriva Foschi e con lui i successi col Siena al Picchi (1-0) ed a Viterbo. Poi però un altro calo ed è Sottil a condurre la nave nel porto della cadetteria. Il percorso vincente negli scontri diretti è segnato dal 2-0 sul Pisa (Doumbia e Vantaggiato) poi la vittoria di Olbia con l’Arzachena (capitan Luci e Valiani decisivi) ed il pari con la Carrarese danno la matematica della promozione in B. Dopo solo due anni è ritorno nella serie superiore. E’ festa all’Ardenza ed in città: Mazzoni, Franco, Gonnelli, Gasbarro, Luci, Bruno, Valiani, Giandonato, Murilo, Doumbia, Maiorino, Montini, questi alcuni nomi dei protagonisti della fantastica cavalcata.

2018 AD OGGI

I GOL DEL VANTA ED È RITORNO IN B

Nella B 2018/19 gli amaranto si salvano all’ultima giornata, al termine di un campionato iniziato malissimo e finito con una giusta permanenza nella serie cadetta. Inizialmente la guida tecnica è affidata al grande ex Lucarelli. In dieci giornate però arrivano pochissimi punti, e solo il successo interno con l’Ascoli. Con l’avvento di Roberto Breda come mister, il gruppo si riprende e la difesa con Bogdan, Di Gennaro e Gonnelli diventa il reparto più solido. Gli scontri diretti per la salvezza sono quasi tutti favorevoli. I successi con il Carpi (4-1/1-0) con il Venezia (1-1/1-0) con il Foggia (3-1/2-2) saranno decisivi. Fondamentale l’apporto del rientrante Diamanti che segna ben 10 reti. 8 i centri di Giannetti, 5 quelli di Raicevic. Salvezza arrivata in extremis con il punto di Padova (1-1). Da segnalare le belle prestazioni con le grandi del torneo: vittoria 3-2 a Verona, pareggi con il Palermo (1-1 e 2-2) e il successo con il Benevento in casa (2-0).

PARTITE STORICHE

CAMPIONATI

14 Febbraio 1915
Fondazione dell'U. S. Livorno
Dalla fusione di Spes e Virtus Juventusque nasce l'Unione Sportiva Livorno. Il campo di gioco è il terreno di Villa Chayes. Il primo presidente nominato è Arrigo Galeotti.
08 Ottobre 1933
1° Partita nel nuovo stadio
Il Livorno gioca la sua prima partita nel nuovo stadio di Ardenza, serie A: Livorno-Fiorentina 3-0
1920
Vice Campione d'Italia
Il Livorno, allenato da Fresia e da Piselli, è Vice Campione d'Italia. Perde la finale scudetto con l'Internazionale 3-2, si gicò sul neutro dello “Sterlino” di Bologna. Per gli amaranto doppietta di Magnozzi.
1932 - 1933
Vittoria Campionato di B
Gli amaranto di Lelovich vincono il campionato di serie B
1936 - 1937
Vittoria Campionato di B
Il Livorno allenato da Magnozzi vince il campionato di B
1919 - 1936
Mario Magnozzi miglior cannoniere
Il livornese Mario Magnozzi segna 184 reti in 277 presenze. E' il miglior cannoniere amaranto compresi i campionati non a girone unico. Per lui anche la maglia azzurra con 29 presenze, 13 reti. Bronzo alle Olimpiadi del 1928.
1939 - 1940
Vincitore Campionato di B
La squadra allenata da Viola e Piselli vince il campionato di B
1942 - 1943
Vice Campione d'Italia
Il Livorno, allenato da Fiorentini, è Vice Campione d'Italia arrivando un solo punto dietro al Torino
1937 - 1948
Mario Stua record man di presenze
Mario Stua con 210 presenze è il calciatore con più gare in maglia amaranto in serie A
1954 - 1955
Promozione in Serie B
Ancora con il mito Magnozzi in panchina, è promozione in serie B
1954 - 1959
Armando Picchi
Il livornese Armando Picchi veste la maglia amaranto per 99 volte. Poi per lui ci saranno i grandi successi con l'Inter.
1963 - 1964
Vincitore Campionato di C
La squadra di Mazzetti vince il campionato di C
1953 - 1969
Mauro Lessi record man di presenze
Mauro Lessi con 369 presenze è il calciatore con più presenze con la maglia del Livorno
1983 - 1984
Vincitore Campionato di C2
Il Livorno allenato da Melani vince la C2 senza mai predere una partita
1986 - 1987
Vincitore Campionato di C
Il 20/6/1987 capitan Manetti alza al cielo del “Picchi” la Coppa Italia di serie C (Campania-Livorno 1-0/Livorno-Campania 3-0)
1991 - 1992
Vincitore Campionato di Eccellenza
Il Livorno vince senza problemi il campionato di Eccellenza dove era sceso a causa della radiazione dal calcio professionistico.
1996 - 1997
Vincitore Campionato di C2
Vittoria della finale playoff per la C1, a Reggio Emilia con la Maceratese è 3-0 amaranto
01 Marzo 1999
Aldo Spinelli
Inizia l'era del presidente Aldo Spinelli. La prima partita da n1 è Livorno-Lumezzane 1-1, di serie C1
2001 - 2002
Vincitore Campionato di C1
Il Livorno di Jaconi vince il campionato di C1. Decisivo il successo di Treviso il 28/4/2002
2003 - 2004
Vincitore Campionato di B
La squadra amaranto allenata da Mazzarri con il tandem Lucarelli-Protti è promossa in serie A. Gara decisiva Piacenza-Livorno 1-3 del 29/5/2004
1985 - 2005
Igor Protti miglior realizzatore
Con 123 reti in 278 partite, Igor Protti è il miglior realizzatore della storia amaranto in campionati a girone unico
2000 - 2004
Giorgio Chiellini
Il livornese Giorgio Chiellini segna 4 gol in 55 presenze in amaranto. Poi per lui le grandi soddisfazioni in azzurro e con la Juventus.
2004 - 2005
Cristiano Lucarelli capocannoniere serie A
L'amaranto Cristiano Lucarelli, n. 99, è capocannoniere del campionato di serie A
2005 - 2006
Coppa Uefa
Il Livorno arriva sesto in campionato e si qualifica per la Coppa Uefa
Estate 2006
Marco Amelia Campione del Mondo
Il portiere del Livorno Marco Amelia è Campione del Mondo a Germania 2006
2006 - 2007
Coppa Uefa
Il Livorno passa il turno eliminatorio eliminando il Pashing (Austria), passa il girone con Rangers Glasgow, Partizan Belgrado, Maccabi Haifa e Auxerre. Viene eliminato ai sedicesimi dall'Espanyol
2008 - 2009
Vincitore Campionato di B
Gli amaranto vincono i playoff di B contro il Brescia e sono promossi in serie A
2003 - 2010
Cristiano Lucarelli
Il livornese Cristiano Lucarelli segna 102 reti in 174 gare con la maglia amaranto. Per lui anche 6 presenze e 3 reti in maglia azzurra.
2012 - 2013
Vincitore Campionato di B
La squadra di Nicola vince i playoff di B battendo l'Empoli in finale e torna in A
2014 - 2015
Squadra con miglior bilancio
Il Livorno, per la famosa agenzia americana di rating “Standard & Poor's” risulta la squadra italiana con il miglior bilancio. A livello europeo è dodicesimo
2017 - 2018
Vincitore Campionato di C
Il Livorno vince il campionato di C con Sottil in panchina e torna in B
01 Marzo 2019
Aldo Spinelli
Venti anni di presidenza amaranto per Aldo Spinelli

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