Vigilia del rientro in campo per il Livorno dopo la sosta dovuta alla pandemia covid-19. Domani, alle 18, al “Picchi”, arriva il Cittadella. Il neo tecnico amaranto Antonio Filippini bresciano doc e bandiera delle Triglie vive sentimenti contrastanti: da una parte il suo esordio da mister su una panchina di B, dall’altra il dolore che gli ha lasciato la perdita della mamma nei giorni della massima emergenza sanitaria italiana: “Sicuramente il mio entusiasmo non è quello che poteva essere. Da un lato, ho perso mia madre a causa di questo maledetto virus e sono tristissimo. Anche il mondo del calcio in questa situazione è diverso. Dall’altro, essere sulla panchina del Livorno mi rende felice. Questa è una mia seconda casa e sono contento di esordire in B con l’amaranto. Il mio stato d’animo è molto contrastante: sono triste da una parte, ma felice dall’altra”.

La condizione della squadra. “Al rientro non è stato facile per tutte le squadre. I calciatori hanno lavorato da casa, per quello che hanno potuto. Non potendo correre sul campo per tanto tempo e non facendo nemmeno allenamenti con la palla i ragazzi non erano in forma. Anche partire con allenamenti più spinti è stata dura.
Tattica. “A livello tattico abbiamo provato diverse soluzioni perché dovevo capire bene quale assetto fosse il migliore per affrontare il Cittadella, e, soprattutto, per abbassare la media dei gol subiti a partita che oggi è di due. Se vogliamo vincere le partite, prima di tutto, dobbiamo abbassare questa media negativa”.
Sulle possibili scelte in campo: “Non ho ancora deciso chi giocherà nei vari ruoli. Domani mattina faremo l’ultima rifinitura e preferisco avere tutti pronti e sulla corda fino all’ultimo momento. Non sarà importante giocare con tanti attaccanti per vincere, fondamentale è l’equilibrio della squadra. Il tassello principale è questo: pensare a non prendere tante reti e fare in modo che gli attaccanti abbiano qualche palla-gol in più”.
Che campionato sarà? “In queste dieci partite dobbiamo dare il massimo per recuperare la situazione di classifica che abbiamo. Sarà un altro campionato, come un torneo, tipo il Mondiale. Per noi le prime quattro partite sono il girone di qualificazione. Il nostro dovere è quello di fare più punti possibile e qualificarci alla fase successiva: poi vedremo come affrontare le prossime gare. La forma fisica non sarà al top per tutti, si troverà strada facendo. In questo momento dovranno essere le motivazioni a fare la differenza. Onorare la maglia che indossiamo con voglia e grinta. Dovremo unire i nostri cuori ed aiutarci dall’inizio alla fine per ottenere risultati positivi”. (p.nacarlo)