Lunedì 2 Agosto Consiglio di Lega della serie B            Amichevoli: Sabato 31 Luglio a Montepulciano, ore 18, Livorno-Gavorrano            Il ritiro degli amaranto a Chianciano Terme-Montepulciano terminerà il 31 Luglio            Sabato 7 Agosto a Viareggio triangolare con: Livorno, Genoa e Viareggio            Il 15 Agosto all´Ardenza prima ufficiale in Coppa Italia con la vincente di Cremonese-Cisco Roma            
La storia dell'A. S. Livorno Calcio
I presidenti
    1915    Arrigo Galeotti
    1919    Pietro A. Bossio
    1920    Ettore Del Corona
    1922    Alberto Folena
    1926    Alberto Capitani
    1928    Galeazzo Pardera
    1929    Augusto Salvini
    1932    Emanuele Tron
    1936    Bruno Baiocchi
    1944    Ricciotti Paggini
    1949    Luigi Nesti
    1950    Gaetano D'Alesio
    1954    Ferruccio Bellandi
    1957    Arno Ardisson
    1965    Ricciotti Paggini
    1967    Renato Tedeschi
    1968    Luigi Di Giorgi
    1969    Gastone Vivaldi
    1970    Renato Del Ventisette
    1972    Gastone Vivaldi
    1973    Corasco Martelli
    1982    Leo Picchi
    1985    Enrico Fernandez Africano
    1988    Paolo Salemmo
    1990    Carlo Mantovani
    1991    Carlo Caresana
    1992    Claudio Achilli
    1999    Aldo Spinelli
La coppa UEFA 2006/2007
1904-1920: il calcio sbarca a Livorno

Il merito dell'arrivo del calcio a Livorno va scritto a Giovanni Domenico Carmichael, detto Menio, figlio del viceconsole britannico a Livorno, che aveva imparato il gioco e le regole, assistendo alle partite che i marittimi inglesi facevano sulle banchine del porto.

La prima vera partita fu giocata nel mese di settembre sui pratoni dell'attuale Piazza della Vittoria, di fianco alla chiesa del Soccorso e fu entusiasmante sia per gli improvvisati calciatori, sia per coloro, e non furono pochi, che presenziarono a quello storico incontro, ai bordi dell'improvvisato campo.

Sulle ali dell'entusiasmo nel mese di dicembre nacque la prima realtà calcistica labronica alla quale fu dato il nome un po' pomposo di Virtus Juventusque e primo presidente fu nominato Umberto Odett Santini.

Il poligono di tiro alla Bastia fu scelto come campo per gli allenamenti e per i colori sociali vennero scelte strisce biancoblu. Il calcio oramai dilagava a macchia d'olio e una squadra non bastava più ed allora ecco prendere vita, il 24 marzo, la Spes (società per l'esercizio sportivo) che pose le sede al banco dell'Ottina in via Grande.

L'idea fu di un giovane avvocato, Giorgio Campi, uomo di sport e grande fautore del calcio che per oltre un trentennio sarà un uomo simbolo per questo sport.

Nel 1938 scriverà le parole dell'inno del Livorno con musica del maestro Montanari che sarà in Italia il primo inno in assoluto delle squadre calcistiche. La Spes comunicò di giocare al Campo del Fungo (l'attuale Gymnasium) con indosso maglie bianco-verdi con strisce verticali.


Nel 1914 arriva la "Toscana Football Club", la terza realtà labronica. 1915: nasce il Livorno

Nel 1914 nasce per merito del talent-scout Raffaello Mei la terza realtà livornese: la Toscana Football Club. La sede era nel retrobottega di un bar in via Fagioli. Colori sociali verdi con bordi bianchi.

Purtroppo dopo soli 2 anni cessò l'attività per difficoltà economiche, ma ebbe il grande merito, in così breve tempo, di aver lanciato campioni come Magnozzi, Silvestri, i fratelli Jacoponi, Chiellini, Razzauti e Baratella che fecero le fortune dell'U. S. Livorno.

Nel 1915 i dirigenti delle squadre livornesi Spes e Virtus per prendersi il ruolo di leader della Toscana decisero poi per una fusione. Fu una decisione molto tribolata ed osteggiata, perchè le due tifoserie erano fieramente avversarie.

Il 14 febbraio, al termine di una burrascosa riunione nacque l'U. S. Livorno, ma per paura di una furiosa reazione dei tifosi, la notizia fu comunicata, dopo smentite piu' o meno velate dopo tre giorni.


1920: Livorno vice-campione d'Italia

La guerra aveva praticamente interrotto subito l'attività della neonata squadra e permise così anche alla tifoseria di compattarsi intorno a questa nuova squadra che aveva adottato i colori sociali della città: l'amaranto con calzoncini bianchi.

Dopo aver sconfitto l'odiata Pisa e il resto delle squadre toscane, gli amaranto arrivarono alla finalissima di Bologna contro l'Internazionale di Milano, dopo aver fatto fuori l'Audace ed il Napoli.

Il Livorno allo "Sterlino" di Bologna non ebbe fortuna perchè Magnozzi, che stava diventando l'astro nascente del calcio italiano, nei primi minuti fallì un rigore e poi gli amaranto rimasero in 10 per un infortunio di Innocenti I. . Della situazione ne approfittò l'Internazionale che chiuse il primo tempo in vantaggio per 3-0, ma nella ripresa gli amaranto si scatenarono e accorciarono le distanze con una magnifica doppietta di Magnozzi. Il Livorno pressò i milanesi nella propria area fino alla fine, ma il titolo andò ai meneghini.

Il Livorno scese in campo con Jacoponi I., Baratella, Innocenti II, Innocenti I, Nigiotti, Collaveri, Corte, Jacoponi II, Magnozzi, Bargagna, Longhi. All. Piselli.








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